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domenica 19 novembre 2017

Spettacoli giovedì 22 giugno 2017 ore 09:30

Rosi, premio Volerock, tra orgoglio ed emozione

Leonardo Rosi

Parla a QuiNews Leonardo Rosi, musicista lunigianese vincitore del David di Donatello 2015 e pronto a ritirare il premio Volerock 2017

AULLA — La manifestazione Volerock, che si terrà questo fine settimana a Moncigoli, è la più importante e longeva del territorio per quanto riguarda il mondo della musica.

Nata nel 1997 in ricordo di Serena, giovane stroncata da una terribile malattia, l'evento offre spettacolo in cambio di solidarietà. I proventi, infatti, vengono investiti proprio per aiutare quei nuclei famigliari che hanno un componente affetto da malattie oncologiche.

Quest'anno, il premio Volerock andrà a Leonardo Rosi, musicista, compositore, polistrumentista e produttore della band “Mira Leon”, che ha meritevolmente ottenuto ottimi riscontri in Italia e all’estero, senza dimenticare le collaborazioni con star come Zucchero, Massive Attack ed Eiffel 65, noi lo abbiamo incontrato.

Perché questo premio è importante per te?

"Perché, nonostante i numerosi riconoscimenti ricevuti durante la mia carriera, il più apprezzato è sicuramente quello che ricevi dalla tua terra di appartenenza, dalla quale ti fanno capire che sei stimato. Io tengo molto al luogo dal quale provengo, come Fivizzano, dove vivo, e Aulla, dove ho ricevuto il premio Lunezia alla carriera, ma tutta la Lunigiana è nel mio cuore, tanto che quando viaggio per lavoro, attraverso la musica, cerco sempre di promuoverla e di attirare gente affinché la visiti e la scopra."

Nell'edizione 2016 il premio è stato consegnato a Francesco Gabbani che poi ha letteralmente sfondato nel panorama musicale, che possa portare fortuna?

"Sono contento di ricevere lo stesso premio di Francesco, un amico con il quale ho collaborato e collaboro ancora. Una persona che, come me, ha sempre lottato, anche sofferto, che ha sempre portato avanti questa passione per la musica cercando di superare tutti gli ostacoli. Oggi, per me, è una grande gioia vederlo all'apice del successo e sì, magari mi porterà un po' di fortuna, che non guasta mai."

Per quanto riguarda, invece, l'affetto che ti lega agli organizzatori, forse il premio assume un valore ancora più grande?

"Ho sempre seguito e conosco personalmente chi ha fondato, organizzato e voluto questo festival per ricordare questa giovane che se n'è andata troppo presto. Ricordo una delle prime feste dove avevo partecipato con mio cugino Sauro Rosi, detto l'amanuense, con il quale misi in piedi una performance dove cantammo 'Bocca di rosa' di Fabrizio De Andrè. Sono molto affezionato alla famiglia di Serena e li ho sempre ammirati per la loro forza. Anche il mio amico Niccolò Fabi, come loro, è riuscito a trasformare la sofferenza in qualcosa che potesse servire ad aiutare altre persone. È soprattutto per questo, e per la stima che provo per questa famiglia che, al di là dei meriti o dei lustrini artistici, sono felice e orgoglioso di condividere questo premio con loro."

E per quanto riguarda la Lunigiana? Un augurio, una speranza?

"Spero che la nostra meravigliosa terra possa ripartire veramente e che, attraverso manifestazioni come queste, magari sempre più grandi, si torni ad avvicinare i giovani, a creare una cultura che permetta a tutti di esprimersi e di poter condividere perché la musica è qualcosa che avvicina e che aiuta a migliorare e a migliorarsi."

Un artista, Leonardo Rosi, con il cuore ancorato alla Lunigiana, la sua terra, che continua a collaborare con grandi artisti italiani e a vincere premi a livello nazionale, ma senza mai dimenticarla, senza mai dimenticarci.

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