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lunedì 26 settembre 2016

Attualità giovedì 25 febbraio 2016 ore 11:17

Genitori sul piede di guerra contro la scuola

Altro che buona scuola, scuola all’avanguardia, delle nuove tecnologie e delle aule Lim, ai ragazzi di Aulla basterebbero delle aule “vere”

AULLA — Stiamo parlando del villaggio scolastico sorto nella ex area ferroviaria: un agglomerato di moduli prefabbricati che da quasi cinque anni ospita una popolazione studentesca di oltre 400 ragazzi delle classi elementari e medie.

Era il 2011, quando la catastrofica alluvione travolse l’intera città portandosi via due vite umane, case, strade, e tutto ciò che malauguratamente incontrava nella sua folle piena, ma non riuscì a portare via la speranza, impresa in cui sono riusciti perfettamente i nostri amministratori. Sì perché i genitori degli alunni costretti a seguire le lezioni nei container dislocati sulle aree ferroviarie dismesse hanno ormai perso le speranze e non credono più alle false promesse che ogni anno si rinnovano dando come imminente l'uscita dai container dei bambini e dei ragazzi delle scuole elementari e medie.

I genitori non ci stanno più e si dicono pronti a trasferire i figli in scuole di altri comuni limitrofi

“non possiamo fare diversamente per evitare il rischio che i nostri ragazzi, dopo 5 anni trascorsi nei moduli prefabbricati, debbano farne altri tre per completare le scuole medie. 8 anni sono davvero troppi, quindi siamo pronti a iscriverli altrove, magari alle scuole di Barbarasco dove c’è un altro circolo didattico indipendente da Aulla. Gran parte degli studenti del “villaggio nei container” abitano nelle frazioni più disparate, molte delle quali parecchio lontane da Aulla e perciò fare qualche chilometro in più, non sarà un problema”.

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