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martedì 24 ottobre 2017

Attualità lunedì 13 febbraio 2017 ore 09:28

"I nostri figli discriminati dalla scuola"

Una mamma indignata segnala l'ennesima situazione di disagio per genitori e figli creata dal preside della scuola media Baracchini

VILLAFRANCA — Non è la prima volta che il preside Roberto Cecchi fa parlare di lui. Anzi, è da quando è stato trasferito nei Comuni di Villafranca e Bagnone che le lotte dei genitori sembrano essere senza sosta. 

L'ultima occasione che lo aveva visto protagonista, era stata l'esclusione di un bambino dall'istituto il suo primo giorno di scuola perché con lui la classe avrebbe superato il numero massimo stabilito dalla legge. Necessario l'intervento del ministro dell'Istruzione.

Questa volta la segnalazione di una madre riguarda il divieto di far entrare i ragazzi a scuola prima dello suonare della campanella.

"Premetto - spiega la mamma in una nota - che io sono una madre single, come tutte noi faccio i salti mortali per seguire al meglio mia figlia, il lavoro e tutto quello che ci permette di condurre una vita dignitosa. Ormai troppo spesso mi rendo conto che l’istituzione scolastica ci lascia soli e ci ostacola. L’ultimo episodio si è verificato qualche giorno fa, quando ho accompagnato mia figlia a scuola e non l’hanno fatta entrare nella struttura perché ancora non era suonata la campanella delle 8 (faccio notare che mancavano solo 15 minuti)."

"Così - prosegue - io e un gruppetto di altri genitori ci siamo trovati fuori al freddo, impazienti dato che diversi di noi alle 8 iniziano a lavorare. Siamo rimaste ancora più meravigliate quando abbiamo visto arrivare i pulmini della scuola e i ragazzi scendere ed entrare al volo dentro le loro aule davanti agli occhi dei loro compagni meno fortunati costretti ad aspettare fuori. Allora ci chiediamo perché loro possono e i nostri figli devono aspettare? La motivazione addotta è una questione di responsabilità della scuola, per i ragazzi del pulmino è responsabile per gli altri no."

"Questa discriminazione - afferma indignata - mi sembra sbagliata e diseducativa. Ormai siamo abituate alle stravaganze del dottor Cecchi. Ricordo il divieto di fare foto ai nostri figli durante recite o eventi per una questione di privacy, l’abolizione di molte attività extra-scolastiche, il divieto di poter prendere la corriera per tornare a casa, quindi noi genitori dobbiamo necessariamente lasciare il lavoro e andarli a prendere all’una precisa, a meno che non ci siano nonni o parenti disponibili. Purtroppo non tutti hanno questa fortuna."

"La scuola - conclude amareggiata - non è un parcheggio per i figli, ma almeno in certe piccole occasioni dovrebbe dare l’esempio e non discriminare. Tutto l’impegno che il preside Cecchi mette nel tutelarsi potrebbe essere canalizzato in miglior modo, con gite o attività che insegnino ai nostri figli lo stare insieme e non separati, alcuni dentro altri fuori. Una cattiva gestione con il tempo diventa un' indigestione."

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