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Attualità giovedì 01 aprile 2021 ore 11:32

"Per i ristori allo sci vanno cambiati i criteri"

seggiovia vuota

Dagli operatori della neve parte un appello a rivedere i pricipi di ripartizione del fondo nazionale che mettono all'angolo la montagna toscana



ABETONE CUTIGLIANO — Bene il fondo nazionale destinato alla montagna nel decreto ristori con 700.000.000 euro, male i criteri di ripartizione che mettono all'angolo la montagna toscana, Appennini e non solo. E' la valutazione di Federfuni, l'associazione degli operatori della neve che aggrega in particolare le realtà appenniniche e le piccole stazioni sciistiche in particolare del Pistoiese, della Garfagnana e della Lunigiana e dell'Amiata.

Da Federfuni Toscana parte un appello alla Regione affinché sostenga la loro istanza volta a modificare i criteri di ripartizione del plafond di aiuti così da uscire dal perimetro, e anche dal parametro, delle presenze turistiche. Gli operatori hanno fatto due conti: su questa base alla montagna toscana arriverebbe lo 0,40% della torta, per un equivalente di 2.800.000 euro da ripartire, secondo lo schema attuale, in 1.960.000 euro sugli impianti e 840.000 euro sulle attività dell'indotto e dei maestri di sci. Briciole giudicate insufficienti dopo due stagioni di fatto compromesse dall'emergenza sanitaria e relative chiusure.

E se tra le proposte per i criteri di ripartizione dovesse prevalere quella avanzata da Anef - l'Associazione nazionale esercenti funivie che invece aggrega le grandi aree sciabili, Trentino Alto Adige in testa - di una ripartizione degli aiuti sulla base del fatturato beh, alla Toscana non andrebbe poi così meglio perché il peso specifico diverrebbe dello 0,70%. Tradotto in contributi si tratterebbe di 4.900.000 di cui 3.430.000 agli impianti e 1.470.000 per le attività e i maestri di sci. Meglio ma non bene, secondo Federfuni.

E allora, che fare? Individuare un percorso che porti alla montagna toscana, nell'ambito della ripartizione del plafond complessivo, "una cifra vicina ai 30.000.000 di euro con 21.000.000,00 per sostenere e rilanciare il settore degli impianti a fune e 9.000.000 di euro per le altre attività ed i maestri di sci", è l'esigenza rappresentata da Federfuni. E' su questa piattaforma d'intenti che l'associazione del sistema neve chiede di far convergere le energie collettive: "E' necessario che vi sia un confronto determinato tra le diverse istituzioni".

E se sugli enti locali l'appoggio viene registrato, adesso il salto secondo gli operatori deve essere sul livello regionale, così da interloquire poi col governo a voce chiara. Ma: "I sindaci e le amministrazioni comunali sono già al fianco della nostra categoria e delle aziende montane. Si rileva il mancato interesse della stessa Regione Toscana alle motivazioni portate a sostegno di queste considerazioni, amministrazione regionale che non ha aperto un dialogo con la nostra Associazione neanche in merito alla richiesta di apertura degli impianti durante la stagione invernale. Chiede quindi un cambio di passo, un confronto diretto e unilaterale essendo l'unica Associazione che sta sostenendo, insieme a forze parlamentari di maggioranza e di opposizione, un deciso cambio di criteri di ripartizione dei 700.000.000 messi a disposizione dal Governo con un provvedimento storico quasi epocale per l'importo e per la destinazione specifica ad un territorio spesso ignorato".

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