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Attualità martedì 01 novembre 2016 ore 08:44

Aeci, è scontro sulle unioni civili con Pontremoli

Dopo il documento che è stato approvato in consiglio comunale per cercare di preservare la famiglia naturale interviene l'Associazione dei Consumatori



AULLA — Aeci Aulla ritiene dunque doveroso un intervento allo scopo di fare definitiva chiarezza su quelli che sono gli obblighi stabiliti dalla legge dopo che il consigliere comunale Bertolini ha fatto approvare un documento contro tutto ciò che non è ritenuto famiglia naturale, e dopo che il sindaco Lucia Baracchini ha dichiarato di non celebrare nel suo Comune le unioni civili opponendosi, di fatto, alla legge Cirinnà.

"Noi di AECI Aulla, - commenta il presidente Luigi Filippi - aldilà delle considerazioni morali personali, ci prestiamo da sempre a un servizio di informazione in linea con le esigenze del cittadino, puntuali e pratiche. In tal senso, per quanto riguarda il caso specifico, vi diciamo perché il Sindaco non può opporsi alla celebrazioni delle unioni civili.
Per il Sindaco non è prevista l’obiezione di coscienza, perciò se una legge gli affida un determinato compito, egli è obbligato a eseguirlo. I sindaci non possono rifiutarsi di fare un atto d’ufficio, dal momento che giurano sulla Costituzione e si impegnano a rispettarla. L’articolo 328 del codice penale prevede delle sanzioni molto dure per i “sindaci fuorilegge”.

Si possono rischiare dai sei mesi fino ai due anni di reclusione per chi indebitamente rifiuta l’atto d’ufficio. Chiedendo l’applicazione di questo articolo il sindaco deve celebrare l’unione civile. In alternativa può delegare uno dei dipendenti a tempo indeterminato o al suo segretario comunale.

"C’è anche la responsabilità civile dei comuni - prosegue Filippi - che devono garantire che le celebrazioni si possano svolgere, è un obbligo che deriva dal regolamento di Stato civile e se il comune non lo rispetta si potrebbe anche ipotizzare una responsabilità civile indiretta dell’ente locale, che non esclude quella civile e penale dei funzionari. In questi casi viene sollecitato il dpr 396/2000. Per tutti questi motivi, meramente giuridici, la città di Pontremoli non potrà negare a persone dello stesso sesso di unirsi civilmente."

Conclude, poi, il suo intervento indirizzato all'amministrazione comunale e al sindaco Baracchini: “Sicuramente rispetto le opinioni personali del Sindaco, ma ritengo inappropriate determinate affermazioni fatte in qualità di sindaco, che deve obbligatoriamente applicare una legge dello Stato. Diversi sindaci della Lunigiana hanno modi piuttosto discutibili per farsi pubblicità e mettersi in mostra. La migliore dovrebbe essere la concretezza quotidiana nelle azioni del proprio mandato a favore della collettività. Ritengo assurda e inconcepibile questa becera discriminazione fatta nei confronti delle persone omosessuali, al cattolicissimo sindaco ricordo la carità cristiana di Dio.”

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