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venerdì 19 ottobre 2018

Cultura martedì 02 maggio 2017 ore 09:26

Grande successo per il Canto del Maggio

​Il 30 aprile a Parana di Mulazzo e il 1 maggio a Montereggio si è svolta la tradizionale due giorni del Canto del Maggio



MULAZZO — “Siam venuti a cantar maggio”, “belvedere la rondinella”, “primo maggio è dappertutto” sono solo alcune delle strofe che i Maggianti di Montereggio cantano, elogiando la primavera e l’ospitalità di chi gli offre loro un po' di buon vino e tanti autentici sorrisi.

Carlo Antoniotti “capo del maggio”, sin da piccolino seguiva i Maggianti in questo tradizionale rituale, ricorda come questi stornelli, accompagnati dalla fisarmonica, scandiscono il tempo che passa, le fasi della vita e riportano alle menti la giovinezza e l'età degli amori.

Due giornate trascorse nel Paese dei librai, tra queste pietre ricche di storia, dove non solo si conserva e si trasmette un patrimonio di inestimabile valore culturale, ma avviene una vera e propria ritualità all’insegna dell’amicizia, dove gli antichi stornelli superano ogni barriera linguistica. 

I Maggianti si sono anche recati presso quei nuclei rurali, siti spesso in mezzo al bosco, abbandonati oramai da lustri dagli originali abitanti ed ora recuperati e vissuti da ospiti belgi, olandesi e tedeschi.

Oggi il gruppo dei Maggianti è ravvivato da “giovinette assai graziose”, alcune delle quali accompagnano il gruppo con la fisarmonica, al cui seguito si aggiungono ragazzi e bambini, in un crescendo emotivo di gioia e spensieratezza che garantirà l’immortalità a questa antica tradizione.

La giornata del primo maggio ha visto la presenza, per la prima volta in questi luoghi, di Alessandro Scillitani, autore di documentari e direttore artistico del Reggio Film Festival. Il regista ha girato alcune riprese per il suo attuale impegno lavorativo, un documentario prodotto dalla Laeffe TV, televisione del gruppo editoriale Feltrinelli. Un lavoro che vede la trasposizione, in immagini filmate, di quel lento viaggio fatto di bellezze nascoste del territorio appenninico italiano,
raccontato da Paolo Rumiz nel suo famoso libro La leggenda dei monti naviganti.

Un incontro questo che rappresenta la fusione tra le due grandi tradizioni di Montereggio, quella dei Librai e del Canto del Maggio, che è stato possibile grazie al prezioso supporto tra di Natascia Zambonini (servizi di educazione ambientale del Parco dell’Appennino Tosco-Emiliano).

Le manifestazioni del maggio di Montereggio non termineranno qui: sabato 20 maggio a Montereggio, sempre in collaborazione con la Signora Zambonini, ci sarà un incontro tra i bambini e ragazzi che rappresentano le nuove generazioni del maggio; il giorno successivo ad Anzola di Bedonia (PR) si terrà la 15^ Rassegna del Canto del Maggio di Montereggio ed infine, sabato 8
luglio a Montereggio il maggio lirico incontra la tradizione del teatro epico popolare (maggio drammatico) proseguendo il gemellaggio, sorto l’anno passato, con la Compagnia Maggistica del Monte Cusna di Asta. (info www.montereggio.eu montereggio.eu@gmail.com).

Una serie di eventi, organizzati dalla Pro Loco e dalla Associazione Le Maestà di Montereggio, autentiche espressioni d’identità e di appartenenza; prendendo a prestito le parole del Sommo Poeta, Dante Alighieri, che in questi luoghi fu ospitato, “la poesia del maggio intender non la può chi non la pruova”.



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