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Attualità lunedì 05 dicembre 2022 ore 15:20

Addobbi albero e dolci, stangatina sul Natale

albero di natale addobbato

I rincari si abbattono sulle luci natalizie e sull'abete da abbellire così come sulla tavola delle feste, rendendo salati anche pandori e panettoni



ROMA — Dolci e addobbi, alberi e luci più l'energia elettrica per accendere i festoni luminosi e per cucinare pranzi e cenoni delle feste: ed ecco servita la stangatina di Natale, con rincari diffusi che secondo le associazioni di consumatori non del tutto si spiegano con la congiuntura internazionale a base di guerra e caro energia.

Sta di fatto che la ricognizione effettuata dal Codacons comparando alcuni listini delle tradizionali merci natalizie per il 2021 e per il 2022 mostra rincari natalizi capaci di rendere salati anche pandori e panettoni. Iniziando proprio dal fine pasto dei dì di festa, il re dei rincari è il pandoro il cui prezzo aumenta in media del +37% con punte del +59%. E si parla di prodotti industriali. Meno spiccata la corsa al rialzo del costo del panettone artigianale, rincarato del 10% giuppersù.

A parità di consumi rispetto al Natale passato, la stima di Codacons è che i rincari di questi due prodotti potrebbero costare complessivamente 260 milioni di euro. Ma se su questi due prodotti cucinati di fresco il quadro inflattivo nazionale incide, maggiori perplessità destano le merci che possono esser state stoccate in magazzino prima dell'impennata dei costi.

Alla voce albero di Natale sintetico, l'associazione dei consumatori rileva rincari del +40%. Idem per luci e catene luminose, con incrementi medi del 25%, e per le classiche palline e decorazioni per l’albero di Natale, i cui prezzi salgono mediamente del 20%. 

“Il caro energia e la guerra in Ucraina, però, c’entrano poco: sui prezzi al dettaglio di alcuni prodotti – denuncia il presidente Carlo Rienzi attraverso una nota – pesano in modo evidente le speculazioni. Per quanto riguarda i beni non alimentari, non tutti i beni natalizi sono di nuova produzione: i grandi esercizi rimettono infatti in commercio alberi e decorazioni natalizie degli scorsi anni, beni acquistati in grandi stock che non risentono dei maggiori costi di produzione e i cui prezzi non sono in alcun modo influenzati dalla crisi energetica". 


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