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Attualità martedì 03 novembre 2026 ore 17:30

Meno castagne ma di qualità, stagione in chiaroscuro

Caldo estremo e siccità dei mesi estivi si traducono in un calo di produzione tra il 10 e il 30%. Le stime di Coldiretti



TOSCANA — Meno castagne ma di qualità. Dal Mugello alla Lunigiana passando per la Garfagnana, il Monte Amiata e la Montagna Caprese è una stagione in chiaroscuro per la regina dei boschi, con un calo di produzione dal 10 al 30% a seconda delle zone, ma qualità super per castagne e marroni. Parola di Coldiretti che illustra le stime elaborate con l’Associazione Nazionale Città del Castagno.

Dopo una primavera di grande fioritura, a determinare il calo della produzione il caldo estremo e la siccità dei mesi estivi, che hanno fermato l'accrescimento dei ricci in particolare nelle zone esposte a sud. "Proprio in una fase cruciale della stagione - spiega Coldiretti- quando il fiore si trasforma in riccio, intorno alla fine di luglio, è arrivata la forte ondata di calore che ha frenato l’accrescimento dei frutti, determinando in alcune aree della regione una riduzione della produzione e, in altre, pezzature più piccole".

Tutto ciò in un settore, quello della castanicoltura, dove, spiega la presidente regionale di Coldiretti, Letizia Cesani "Anche la più piccola riduzione può avere un impatto pesante, soprattutto nelle zone montane, dove i margini degli agricoltori sono limitati per compensare perdite e sostenere il proprio reddito".

In Toscana, spiegano dall’associazione Città del Castagno, la situazione è a macchia di leopardo: "In alcune zone castagne e marroni hanno pezzature piccole, in altre, specialmente ad altezze più elevate, la pezzatura è invece molto buona. La qualità è ottima con una percentuale molto bassa di frutti bacati o colpiti dal marciume. Come pure sarà un’annata speciale per i trasformatori di farina di castagne”.

La castanicoltura toscana conta cinque produzioni a denominazione, tre per le castagne (Marrone del Mugello IGP, il Marrone di Caprese Michelangelo DOP e la Castagna del Monte Amiata IGP) e due per le farine (Farina di Neccio della Garfagnana DOP e la Farina di Castagne della Lunigiana DOP). 

I castagneti da frutto si estendono per circa 3.700 ettari, un dato in crescita rispetto ai 3.000 ettari di cinque anni prima, per una produzione di marroni e castagne che, secondo i dati Istat, nel 2025 ha sfiorato i 60mila quintali.


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