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martedì 28 settembre 2021

LA TOSCANA DELLA BIRRA — il Blog di Davide Cappannari

Davide Cappannari

Sono nato a Livorno nell’ormai lontano 1976. Naturalista nell’animo e system manager per destino, nella vita mi occupo di sistemi informatici e comunicazione (per ora). Ma la mia vera passione è un’altra: la birra artigianale. E ve ne parlerò in questo blog, se vorrete accompagnarmi nei miei viaggi brassicoli.

La coltivazione del luppolo in Toscana

di Davide Cappannari - sabato 24 luglio 2021 ore 08:52

Il 12 luglio 2021 si è tenuto a Pergine Valdarno l’evento conclusivo di Hops Tuscany nel quale sono state presentate le conclusioni finali sul Piano Strategico elaborato dal Gruppo Operativo EIP AGRI.Spoiler: le premesse sono decisamente incoraggiante per il futuro della filiera del luppolo in Toscana.

DUE PAROLE SUL PROGETTO

Hops Tuscany è un progetto nato con l’obiettivo di stabilire le linee guida per la coltivazione di luppolo in Toscana, cercando al contempo di caratterizzare le peculiarità che tale pianta acquisisce sul territorio.

Questo progetto denominato “HopS. Sviluppo della coltivazione di luppolo toscano per la produzione di birre artigianali made in Tuscany” è stato realizzato con il cofinanziamento FEASR del Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020 della Regione Toscana e con il coinvolgimento di partner pubblici e privati: UNIFI, il Birrificio del Valdarno Superiore, l’azienda agricola di Laura Peri, il birrificio agricolo bio La Stecciaia e DREAM Italia.

I RISULTATI DELLA RICERCA

Attraverso due cicli completi di coltivazione di varietà di luppolo internazionali e autoctone, in due differenti ambienti pedoclimatici toscani - uno in collina e l’altro in pianura - e la realizzazione di birre con i coni dei luppoli sperimentali, secondo gli autori della ricerca, è stato possibile raggiungere dei risultati promettenti.

Dal punto di vista delle performance ottenute dalla coltivazione sperimentale delle varietà di luppoli in esame è emerso, con certezza di dati, che tutti i genotipi, in entrambi gli ambienti di coltivazione, si sono adattati facilmente, mostrando un buon sviluppo vegetativo e riproduttivo già dal secondo anno.

Tra i risultati più interessanti è stato sottolineato quello relativo all'attività stomatica delle piante - quindi legata all’indice del livello di stress idrico - risultata essere migliore nei genotipi autoctoni.

LE INFLUENZE AMBIENTALI SUL LUPPOLO COLTIVATO IN TOSCANA

Per quanto riguarda l’impronta della Toscana nei luppoli sono state rilevate delle marcate differenze tra il contenuto delle due classi di acidi amari, con in media valori percentuali nettamente maggiori di Alfa acidi rispetto all’atteso, tranne che in Cascade (genotipo internazionale), Poggio ai Frati e Garfagnana (i due genotipi toscani, isolati e selezionati dal gruppo di lavoro di Hops Tuscany).

Il diverso ambiente pedoclimatico sembra aver influito, seppur in maniera lieve, solo sul genotipo autoctono Poggio ai Frati (raccolto nelle campagne del Mugello).

Per quanto riguarda invece L'analisi dei composti volatili emessi dai coni si sono riscontrati dei profili complessi: ciascuna varietà di luppolo ha dimostrato una composizione specifica è differente degli oli essenziali sui quali spesso è stato riscontrato l'effetto relativo all'ambiente di coltivazione.

PANEL TEST E CONSUMER TEST

Questo percorso di analisi e selezione ha portato alla realizzazione di alcune coppie di birre sperimentali, prodotte in due differenti birrifici - il Birrificio del Valdarno Superiore di Pergine Valdarno (AR), che ospitava l’evento finale del progetto Hops Tuscany, e il Birrificio agricolo bio La Stecciaia di Rapolano Terme (SI) - con tre delle varietà di luppolo che avevano espresso le caratteristiche più idonee, qualitativamente e quantitativamente parlando, alla produzione: Cascade, Chinook e Poggio ai Frati (la varietà selvatica del Mugello).

Il diverso ambiente pedoclimatico di coltivazione dei luppoli ha determinato caratteristiche valutative differenti. Per quanto riguarda Chinook e Cascade, sono stati rilevati parametri differenti, più marcati, poi emersi in fase di panel test dalle birre prodotte nei dei due diversi impianti. Mentre nel caso del luppolo autoctono Poggio ai Frati l’effetto dell’ambiente è stato meno marcato e le birre prodotte sono risultate essere caratterizzate da sentori interessanti, con qualità decisamente promettenti.

Nella fase di consumer test, le due birre realizzate con luppolo Poggio ai Frati coltivato nei due differenti ambienti e prodotto con i distinti impianti, sono state confrontate con birre già presenti sul mercato, ottenendo un gradimento tra i tester pari all’80%.

CONCLUSIONI

In conclusione con questo progetto Hops Tuscany ha dimostrato che le piante di luppolo selezionate crescono bene nelle località individuate per la sperimentazione, fatto non scontato, con delle potenzialità che fa ben sperare, per l’impianto di una futura filiera, e che gli ecotipi toscani

hanno il potenziale per caratterizzare in maniera significativa delle birre locali.

Un risultato che apre la strada alla creazione di disciplinari di coltivazione, di essiccatura e di stoccaggio per una eventuale filiera produttiva.

Grazie a questo studio si gettano quindi le basi per considerare la coltivazione del luppolo in Toscana come integrazione per la diversificazione o alternativa produttiva delle attività di un’azienda agricola. Tutto questo non solo in funzione della birra, ma anche di altri settori quale quello erboristico e della cosmesi, ad esempio, consentendo così anche il recupero dei residui di lavorazione per la realizzazione di ammendanti o compost in un’ottica di economia circolare.

IL FUTURO DELLA FILIERA DEL LUPPOLO

In virtù dei risultati ottenuti i promotori del progetto Hops Tuscany si sono dichiarati soddisfatti. Il percorso di ricerca proseguirà, probabilmente di pari passo con la scrittura di una legge regionale a sostegno della filiera della birra in Toscana, che pare essere già all’esame delle istituzioni, grazie all’interessamento di Unionbirrai - l’associazione di categoria dei piccoli birrifici indipendenti.

Chi fosse interessato al progetto può visitare la pagina web: https://www.hopstuscany.it o scrivere a info@hopstuscany.it .

Tutti i materiali prodotti, inclusi i corsi, i video realizzati sulla coltivazione del luppolo e sul suo impiego in birrificazione, rimarranno a disposizione di chi vorrà saperne di più sul futuro della coltivazione di questa pianta in Toscana.

Davide Cappannari

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