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Martedì 16 Giugno 2026

SORRIDENDO — il Blog di Nicola Belcari

Nicola Belcari

Ex prof. di Lettere e di Storia dell’arte, ex bibliotecario; ex giovane, ex sano come un pesce; dilettante di pittura e composizione artistica, giocatore di dama, con la passione per gli scacchi; amante della parola scritta

La droga del potere

di Nicola Belcari - Martedì 16 Giugno 2026 ore 08:00

Se non possiamo dirci immuni da una dose di amor proprio che cerca e trae piacere dai riconoscimenti degli altri e in specie di alcuni, si è superata l’età di varie illusioni della vanità. La stanchezza, il bisogno di tranquillità più che di denaro (quando se ne dispone a sufficienza) allontanano dalle ambizioni che richiedono impegni gravosi.

Con questo stato d’animo è poco comprensibile la volontà dei nostri coscritti, che pur avendo conseguito obiettivi prestigiosi, ricchi al punto da non poter sfruttarne un incremento, di ricoprire importanti cariche pubbliche, continuando così a sobbarcarsi di pesanti responsabilità, di quelle che non dovrebbero far dormire la notte.

Perché?

Se i motivi possono essere diversi (e magari compresenti) uno di questi lo spiega Aldous Huxley (La filosofia perenne). “Di tutti i problemi sociali, morali e spirituali quello del potere è più difficile da risolvere. Non essendo la bramosia del potere un vizio del corpo non conosce limitazioni imposte dalla fisiologia dell’età. Crescendo con ogni soddisfazione successiva, l’appetito rivolto al potere può manifestarsi indefinitivamente. Più ci si arrampica più sono le occasioni di esercitarlo. Ma di solito è un processo lento e di rado le vette più alte non sono raggiunte in tarda età. Chi ama il potere, quanto più invecchia tante possibilità in più ha d’indulgere al suo peccato, e quanto più di continuo è soggetto alle tentazioni, tanto più ricche di fascino diventano per lui. Invece di portare a chi ama il potere una pietosa tregua dai suoi vizi, la vecchiaia tende a intensificarli rendendo più facile a costui soddisfare le sue brame su vasta scala e in modo spettacolare”.

Huxley riporta le parole di Lord Acton: “Il potere tende a corrompere. Il potere assoluto in modo assoluto”. E ancora: “I grandi uomini sono quasi sempre malvagi”.

Poi si chiede. “Ci sorprenderemmo dunque se l’azione politica intrapresa, in troppi casi, non per il pubblico bene, ma solo o principalmente per gratificare la brama di potere, si dimostra tanto spesso uno strumento di auto-rimbecillimento, oppure un’operazione semplicemente disastrosa?”

In effetti di tante motivazioni, di fronte a decisioni apparentemente e inspiegabilmente sbagliate, a volte, l’unica, o quasi, spiegazione che resta è questa perdita di contatto dalla realtà.

E noi? Potremmo solo tentare di aiutare questi grandi uomini ritirando il nostro mandato a rappresentarci: purtroppo una “cura” poco praticabile per il rifiuto del malato a restituircelo.

Nicola Belcari

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