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giovedì 15 novembre 2018

Lavoro mercoledì 17 ottobre 2018 ore 17:32

Cave chiuse, più garanzie per i lavoratori

Le ha stabilite la modifica alla legge regionale che prevede tempi rapidi per mettersi in sicurezza dopo la sospensione e riprendere l'estrazione



MASSA CARRARA — E' stata presentata nel palazzo ducale di Massa la modifica alla legge regionale in materia di cave apportata per rispondere ai problemi di occupazione nati dopo la chiusura di tre cave di marmo per il mancato rispetto delle autorizzazioni e permettere di riprendere in tempi rapidi l'attività estrattiva.

A illustrare la novità, che riguarda nel dettaglio l'articolo 58 bis della legge 35/2015, sono stati il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e l'assessore alle Cave Vincenzo Ceccarelli. Nessuna autorizzazione in sanatori per chi lavora in difformità ma 180 giorni di tempo per mettersi in sicurezza e riprendere a lavorare.

"La Toscana è contraria ai condoni e non possiamo accettare l'idea di autorizzazioni rilasciate a sanatoria. Non siamo certo per chiudere le cave o per sospendere l'attività, ma davanti ad abusi importanti, di oltre metri cubi, non possiamo fare finta di nulla. Con questa modifica ribadiamo la necessità di procedere all'interno di autorizzazioni già rilasciate e non a sanatoria, puntualizziamo che in caso di abusi non si procederà come in passato, tuttavia siamo venuti incontro alle esigenze produttive e ci siamo impegnati a velocizzare i tempi per il rilascio delle autorizzazioni, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza, ed accogliamo con interesse la proposta che arriva dal sindacato, di lavorare per un fondo che tuteli i lavoratori durante eventuali periodi di sospensione dell'attività ".

Con la modifica alla legge regionale 35, presentata davanti a amministrazioni, datori di lavoro e sindacati, le imprese non in regola hanno la possibilità di mettersi in sicurezza per non vedersi ritirare l'autorizzazione o la concessione.



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