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sabato 15 dicembre 2018

BAGGIO, OH YES! — il Blog di René Pierotti

 René Pierotti

Sono nato a Pontedera nel 1982, appassionato di calcio da sempre, o meglio da quando giocavo a pallone con mio zio nel corridoio di casa. Mio padre mi ha regalato una moto quando avevo quattro anni, sono sceso poco dopo perché non ero veloce. Mi piace vederle correre più che starci sopra. Mio nonno si faceva arrivare il giornale a casa tutti i giorni e io, per fortuna, lo leggevo. Il blog si chiama così in onore al gol di Baggio contro la Cecoslovacchia a Italia '90 e al telecronista inglese che lo commentò. Lavoro a Toscana Media Qui News dal 2014.

C'è un modo per battere Marquez? Forse si

di René Pierotti - martedì 17 luglio 2018 ore 12:40

Foto di: pagina Fb MotoGP

Ha vinto gli ultimi due mondiali con 298 punti. Per dire i nove titoli di Valentino Rossi sono sempre arrivati con più di 300 punti in classifica. E negli anni iridati di VR46 i gran premi erano meno di adesso.

Questo vuol dire che Marquez è meno forte di Rossi? Secondo me no. Può voler dire che Marquez ha molto margine di manovra (leggersi possibilità di sbagliare) rispetto agli altri piloti. Va molto più forte di tutti e per questo può permettersi molti più errori.

Marquez ha 25 anni, alla sua età Rossi viaggiava alla media di più di un gp vinto su due. Nei cinque mondiali vinti dal 2001 al 2005, su 81 gare ne vinse 51. Dai 22 ai 26 anni è stato un dominio impressionante, totalitario.

C'è chi dice che in quel periodo non c'erano veri rivali per Rossi. Era il periodo in cui correvano Biaggi, Capirossi e Gibernau.

Il regno di Marquez in MotoGp va dal 2013 a oggi, con l'intermezzo del 2015. Dal 2013 al 15 luglio 2018 sono state corse 99 gare e Marquez ne ha vinte 40. Meno di Rossi ma sufficienti a far capire a tutti chi è il capobranco.

Arriviamo alla domanda del titolo: c'è un modo per battere Marquez? Forse si e la dimostrazione è stata data nel 2015. 

Marquez, pur essendo un fenomeno strepitoso nel bilanciare il peso del suo corpo rispetto alla moto e sfruttare ginocchia e gomiti per recuperare dalle scivolate (le famose cadute non cadute), è un pilota che sbaglia molto.

Di solito in prova, ma appena si rilassa un po' anche in gara. Quest'anno per esempio in Argentina era di gran lunga il più veloce. Eppure dalla partenza con la moto che si spegne in avanti è stata una sequela di errori e disattenzioni, compreso l'impatto con Rossi che ha nuovamente schiantato il loro rapporto, rimesso insieme due anni prima dopo la morte di Luis Salom, ma evidentemente molto fragile dopo i fatti di fine 2015.

Nel 2015 la costanza di Rossi (sempre sul podio nei primi 14 gran premi) incrinò la forza dello spagnolo e gli zero accumulati in classifica resero impossibile la rimonta.

Ecco la strada forse è quella. Stare vicini a Marquez, essere più freddi di lui.

Puntare sempre al podio, non alla vittoria. Marquez a differenza di Rossi non riesce ad essere costante: spesso il confine tra vittoria è caduta è molto sottile. Il 46 invece aveva e ha più spazio tra la vittoria e la caduta: se non arriva primo è molto probabile che riesca a fare secondo o terzo.

Un rivale capace di essere costantemente tra i primi tre poteva sembrare Andrea Dovizioso, dopo l'exploit del 2017. Ma quest'anno la pressione di essere passato da underdog a top rider si è fatta sentire. Lorenzo si è svegliato tardi e tra poco dovrà di nuovo cambiare tutto per l'approdo in Hrc. Pedrosa si ritira alla fine dell'anno.

Rossi è secondo in classifica ma né lui né Vinales, terzo, sembrano avere una Yamaha che li possa portare alla vittoria. Vittoria che per la casa dei tre diapason manca da più di un anno, da Assen 2017.

Quindi, almeno per questo 2018, il titolo sembra già assegnato sia per meriti del binomio Marquez-Honda che per evidenti mancanze delle altre accoppiate pilota-moto.

E' possibile battere Marquez, infine? Probabilmente non per il 2018. Nel 2019 se le cose restano così i piloti che lo sfidano devono concentrarsi a fare podi su podi su podi. Sperando di mettere pressione allo spagnolo, togliendogli cioè quella possibilità che ha avuto nel 2016 e 2017 di commettere diversi errori in gara senza perdere la leadership. Potrebbe essere l'unica soluzione per rendere il campionato più avvincente.

René Pierotti

Valentino Rossi vs Marc Marquez Best Fight
Marquez catalunya 2018 |Caduta non Caduta|

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