Questo sito contribuisce alla audience di 
QUI quotidiano online.  
Percorso semplificato Aggiornato alle 18:20 METEO:PONTREMOLI19°  QuiNews.net
Qui News lunigiana, Cronaca, Sport, Notizie Locali lunigiana
Venerdì 01 Maggio 2026

PSICO-COSE — il Blog di Federica Giusti

Federica Giusti

Laureata in Psicologia nel 2009, si specializza in Psicoterapia Sistemico-Relazionale nel 2016 presso il CSAPR di Prato e dal 2011 lavora come libera professionista. Curiosa e interessata a ciò che le accade intorno, ha da sempre la passione della narrazione da una parte, e della lettura dall’altra. Si definisce amante del mare, delle passeggiate, degli animali… e, ovviamente, della psicologia!

​Buon 1 Maggio!

di Federica Giusti - Venerdì 01 Maggio 2026 ore 08:00

Eccomi tornata! Mi sono presa una settimana di ferie ma sono di nuovo qui con voi! E cosa c’è di meglio che tornare ad essere operativi proprio nella settimana in cui si festeggia la festa del Lavoro?

C’è qualcosa di curioso in questa giornata: celebriamo il lavoro proprio nel momento in cui ce ne allontaniamo. Un giorno di pausa per riflettere su ciò che, per molti, occupa gran parte della vita.

Ma forse è proprio in questa distanza temporanea che emerge una domanda più profonda: che cos’è davvero il lavoro per noi, al di là dello stipendio?

Da un punto di vista psicologico, il lavoro non è mai solo un insieme di compiti. È un contenitore di identità. Quando qualcuno ci chiede “cosa fai nella vita?”, raramente rispondiamo parlando dei nostri valori, delle nostre relazioni o dei nostri sogni. Rispondiamo con una professione. Non è un caso: il lavoro è uno dei principali strumenti con cui organizziamo il senso di chi siamo. Ecco perché quando non ci rappresenta diventa tutto davvero complesso da gestire.

Alla base del nostro bisogno di appartenenza alla professione c’è un bisogno umano fondamentale: sentirsi utili. Qualsiasi lavoro si faccia con “la pancia” ci permette di essere in qualche maniera utili.

Non semplicemente occupati, ma significativi.

La psicologia motivazionale ci racconta che le persone stanno meglio quando percepiscono che le loro azioni hanno un impatto, anche piccolo, sul mondo circostante. Strappare un sorriso ad un cliente, saperlo consigliare rispetto ad una scelta, vederlo soddisfatto in ogni ordine e grado possibile, ci permette di sentirci parte attiva.

Ma la Festa del Lavoro porta inevitabilmente con sé anche un’ombra: quella di chi il lavoro non ce l’ha, o lo vive come una fonte costante di stress. La disoccupazione non è solo una condizione economica, ma un’esperienza psicologica complessa: può intaccare l’autostima e il senso di efficacia personale. Forse il punto non è amare il proprio lavoro a tutti i costi, ma trovare un equilibrio tra sopravvivenza, identità e benessere. In fondo, il lavoro non è solo ciò che facciamo per vivere. È anche uno dei modi attraverso cui proviamo a lasciare una traccia, a sentirci parte di qualcosa, a dire: io ci sono.

Purtroppo capita sempre più spesso di ascoltare i pazienti narrare storie non pacifiche con il mondo del lavoro, quasi come se, essendo retribuiti, non avessero più diritto ad una propria autonomia di pensiero o di azione. E non mi riferisco a fatti eclatanti da prima pagina, ma a quella sottile linea tra il concesso e il non concesso che troppi datori di lavoro oltrepassano ogni giorno, non riconoscendo il giusto valore, non solo economico, ai loro dipendenti oppure cercando di manipolarli in qualche maniera per farli sentire in colpa. Esempio banale: qualche tempo fa una mia paziente che vive fuori regione, ha preso il Covid ed è rimasta a casa qualche giorno. Al rientro si è sentita dare dell’esagerata perché con un po' di febbre sarebbe potuta anche andare a lavoro, ai clienti bastava dire che non aveva niente. Storie di questo tipo capitano sempre più spesso.

Ecco perché oggi più che mai è fondamentale festeggiare questa giornata, con un pensiero a chi un lavoro non riesce a trovarlo e a chi, purtroppo, ne viene fagocitato ogni giorno.

Come ci ricorda il nostro Presidente ieri in visita nella nostra città:
“Il lavoro è il fondamento della nostra Repubblica, ma è anche la base della dignità della persona.”

Federica Giusti

Articoli dal Blog “Psico-cose” di Federica Giusti